25
Gen
2019

, In un documentario, l’altra faccia dello spettacolo

di Sergio Palomba

Raccontare le tante figure professionali che gravitano attorno al mondo dello spettacolo. Finalmente qualcuno ci ha pensato. Massimo Martulli, tour manager, band assistant e backliner di lungo corso che ha lavorato con grandi nomi della musica italiana indipendente e non, e Antonio D’Andrea sono al lavoro su “The dark side of the show”, film-documentario che intende svelare al pubblico dei concerti e degli eventi teatrali, ma più in generale agli appassionati di musica e anche di cinema, il lato oscuro dello spettacolo, quello delle maestranze che ci gravitano attorno (roadie, band assistant e tour manager, direttori di produzione, fonici, light designer, produttori discografici e artistici, driver, manager, addetti al montaggio palchi, attrezzisti). Figure poco conosciute in Italia, nonostante muovano un indotto economico enorme, che i due hanno già iniziato a intervistare, come testimoniano le pillole video pubblicate sulle omonime pagine Facebook e Instagram.

“The dark side of the show” è frutto dell’esperienza accumulata in dieci anni di attività on e backstage.

Martulli spiega infatti che “queste professioni meritano attenzione per permettere ai giovani di capire che si può far parte dello spettacolo pur non essendo prettamente artisti, spinti dalla passione e dalla formazione che, in Italia, purtroppo può contare ancora su poche scuole. Non esisterebbero spettacoli e produzioni artistiche senza questi lavoratori, che muovono un indotto enorme di tasse e introiti, ed è giunto il momento di fargli da megafono”.

Un progetto bello e costruttivo, che racconta la cultura come opportunità lavorativa svincolandola dall’accezione del “saranno famosi”, di cui sarebbe giusto parlare anche da Matera, in questo 2019 in cui la città è capitale europea della cultura. Anche perché Max Martulli a Matera ha le sue radici. Suo padre, nato nei Sassi e poi vissuto a Piccianello dopo lo spopolamento, emigrò a Milano dove nel maggio del ’72 nacque lui, che a Matera ci tornava per le feste o per le vacanze estive e dove recentemente ci è tornato accompagnando, da band assistant, gli Afterhours.

“Finora stiamo procedendo con le nostre sole forze, nel tempo libero a disposizione e con pochissime economie – conclude Max – ma per sviluppare al meglio questo docufilm abbiamo attivato una campagna di crowdfounding grazie al supporto di ‘Produzioni dal basso'”.

Questo è il link per supportarla: http://sostieni.link/19348.

 



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