24
Feb
2017

, il pane di Matera

Da tempi remoti il pane è stato il cibo basilare dell’ alimentazione dei lucani, così come di molti altri popoli dell’area mediterranea. Risale al Regno di Napoli la storia della lunghissima tradizione di questo prodotto così come ampliamente documentato da svariate testimonianze letterarie. La forma tipica del Pane di Matera, simbolo di eccellenza della città dei Sassi, è a cornetto ( a ricordare la struttura e i profili della murgia materana) nel peso di 1 kg o 2 kg, lo spessore della crosta di circa 3 centimetri, il colore della mollica giallo paglierino, l’umidità intorno al 33%. Il sapore e l’odore sono estremamente tipici. Il processo di produzione del prodotto prevede l’utilizzo del lievito madre, della farina di semola di grano duro rimacinata autoctona, di sale e di acqua. L’impasto, dopo la lunga lievitazione, viene suddivisa in pezzature e lavorato al fine di ottenere la tipica forma a cornetto. La cottura può avvenire in forni elettrici, a gas o meglio ancora a legna. La conservazione può superare anche ad un’intera settimana. Fino agli anni Cinquanta del Novecento il pane veniva cotto in forni comuni per cui, ogni famiglia che lo produceva, lo marcava con un timbro di legno che sottolineasse i valori di forza e fecondità e che lo rendesse riconoscibile a cottura terminata. Alcuni timbri sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola.



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